CORREVA L' ANNO……
Correva l’anno 1999.
Il sistema giudiziario italico aveva iniziato la sua schizofrenica corsa riformista vocata al risparmio a qualsiasi costo e stava per cancellare quel baluardo di civiltà chiamato "Pretore" che fino ad allora aveva garantito anche agli italiani non metropolitani la tutela dei propri diritti.
Era una giustizia a torto definita minore, affidata a Magistrati spesso competenti e volonterosi, che non disdegnavano di operare in una realtà locale che li rispettava e (se del caso) li temeva, in cambio di un impegno un po' più intenso e di una responsabilità più diretta e personale.
La Pretura di Ciriè, che i precedenti processi di accentramento avevano fatto diventare il solo riferimento dell'amministrazione della giustizia per gli abitanti delle Valli di Lanzo, costitutiva una delle più tipiche espressioni di questa realtà.
È in questo contesto che l’avvocatura ciriacese avverte la necessità di compattare i ranghi per prepararsi a resistere meglio alle tempeste a venire, per affinare ulteriormente le proprie qualità professionali e umane e, perché no, magari anche per divertirsi un po', nel solco della tradizione di goliardica convivialità che appartiene ad ogni buon avvocato, metropolitano e non.
Anche il luogo non fu casuale. Eranoi locali del Ristorante Mario (altro bel pezzo di storia locale), era il 9 aprile 1999. In quella data si riunisce l’Assemblea costituente, convocata dal Comitato promotore spontaneo, composto dagli avvocati Giuseppe Garrone, Luigi Latorraca, Dario Poto.
Nasce così l’Associazione degli Avvocati di Ciriè e Valli di Lanzo: Presidente l’avv. Angelo Tibone, Vice Presidente l’avv. Vittorio Negro, Consiglieri gli avvocati Goffo, Garrone, Gerardi, Baima, Latorraca, Rubat Ors e Nadia Betti.
Passano gli anni, si succedono Presidenti, Consiglieri, Associati, ma le linee guida e gli intenti dei fondatori sono sempre rispettati ed onorati.
Si combattono battaglie per l'evoluzione (e la sopravvivenza) della vita professionale locale, con alterne fortune ma con l’intento di realizzare sempre il miglior risultato possibile.
Si elaborano iniziative "tecniche", ingegnose nella formulazione e sempre brillanti nella risposta.
E anche il disimpegno ha i suoi bei momenti di gloria.
L' Associazione cresce, molti ci invidiano l’intraprendenza, la compattezza, il seguito, tutti ci tengono in grande considerazione.
Sono passati gli anni ma non la passione che già animava i fondatori.
Non resta che continuare così.